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Come valorizzare al meglio i giardini in pendenza?

Come valorizzare al meglio i giardini in pendenza?

La morfologia del territorio condiziona i modi di viverlo, per questo l’uomo fin dagli albori delle civiltà ha cercato di domare la natura a suo favore per renderla abitabile. Pensiamo a un Paese come l’Italia, in cui quasi l’80% del suolo è collinare (41,6%) o montuoso (35,2%) e solo il restante 23,2% è pianeggiante. 

Va da sé che molte  delle aree verdi naturali o definite dall’uomo, rurali o urbane, lungo le coste o disseminate nell’entroterra, devono misurarsi con dislivelli più o meno scoscesi, pendii e scarpate. 

Progettare un giardino in pendenza richiede diversi accorgimenti come il controllo delle acque, una particolare attenzione alla sicurezza dei materiali e degli arredi scelti, nonché delle piante messe a dimora. Condizioni che a prima vista non incoraggiano la realizzazione di uno spazio verde. Ma dove esiste un problema, spesso si cela anche un’opportunità. 

Lo sanno bene gli architetti paesaggisti e i garden designer che vedono, invece, nei giardini in pendenza la possibilità di realizzare impianti di grande impatto estetico. 

Scalinate, terrazzi, camminamenti, piccoli sentieri, falsopiani: quella che in origine può sembrare una difficoltà che crea limitazioni, se affidata a mani e menti esperte, può rivelarsi la chiave per conferire all’outdoor fascino e unicità. Qualunque sia il contesto.

Giardini in pendenza: assecondare o governare il dislivello?

In presenza di un giardino in pendenza, le strade sono principalmente due: assecondare o governare il dislivello. 

Nel primo caso, saranno messe a dimora bordure e piante dalle radici robuste che trattengono il terreno nelle zone critiche, essenze rustiche tappezzanti (ceratostigma, pervinca, genista, edera) che stabilizzano le superfici e arredi che non temono la forza di gravità, come vasi, orci, fioriere e suppellettili. Per facilitare la discesa e la salita potranno essere tratteggiati un sentiero o una scalinata informale - con ghiaia, pietre, mattoni - che nel tempo richiederanno una manutenzione ordinaria non difficoltosa. 

Nel secondo caso, invece, si interverrà in modo più energico per modulare i terrazzamenti, attraverso riporti di terra, palizzate, muretti a secco, scalinate e altre architetture. 

In entrambi i casi non dovrà mancare una zona in piano destinata al relax e alla contemplazione. Una seduta, un tavolino, una pergola elegante, scegliendo tra i modelli Corradi seducenti e funzionali, che contribuiranno a creare il rifugio ideale per conversare, leggere un buon libro o fare colazione, cullati dai suoni della natura.

Questa zona dovrà essere lastricata per evitare che il deflusso delle acque piovane e i ristagni la rendano impraticabile.

Quali materiali scegliere?

I materiali naturali - pietra, sasso, legno, mattone - sono i più adeguati per un intervento funzionale ed estetico allo stesso tempo perché si tratta di elementi “poveri” ma estremamente durevoli, che non richiedono una particolare manutenzione.

Per la costruzione dei sentieri, delle gradonature del terreno e delle scalinate si possono utilizzare dalle traversine di legno nuovo o di recupero  a legni più pregiati e lussuosi, fino alle lastre di pietra, mentre per i muretti di contenimento la scelta più opportuna cade sulla roccia naturale. 

Il muretto a secco è la sede ideale per accogliere nei suoi anfratti piante spontanee e resistenti che nel tempo, insieme alla pietra utilizzata, conferiranno alla parete una texture invidiabile. 

Legno e pietra  - e le architetture così costruite - reggono infatti molto bene al passare del tempo e alle condizioni meteorologiche, inglobandosi nella vegetazione e integrandosi con il paesaggio. Ma non solo: invecchiando si rivestono di una patina suggestiva che regala al giardino una piacevole atmosfera vintage.

Ultimo consiglio, ma non meno importante: utilizzare un materiale drenante nei piani e nei gradoni di una scalinata mette al sicuro dalla formazione di ristagni d’acqua, che in caso di gelate possono diventare pericolosi.

Le piante e il prato: istruzioni per l’uso

Tappezzanti, ricadenti, rampicanti, ornamentali e autoctone: il primo comandamento del bravo giardiniere è conoscere e rispettare il clima e il tipo di terreno in cui sorgerà il giardino

Tuttavia, una regola generale va bene per tutti gli spazi in pendenza: sulla sommità del pendio la terra sarà generalmente più secca e sottoposta a una maggiore erosione, mentre a valle sarà più umida e ricca. Entro questa cornice, si può anche optare per un “prato all’inglese” (molto difficoltoso da falciare in pendenza), ma sono preferibili le erbe e i fiori selvatici, che tappezzeranno in modo naturale e con altezze disomogenee, conferendo un fascino ancora maggiore all’area verde 

Alla base sarà opportuno piantumare essenze rigogliose che assorbono molta acqua, mentre in cima troveranno un habitat adeguato le specie abituate ai terreni secchi.

Gli arbusti ornamentali perenni più resistenti e che prediligono i terreni drenati - Cerastio, Viburno, Convolvulus, Pittosporum, Tradescantia x andersoniana, Parthenocissus tricuspidata, Othonnopsis cheirifolia - serviranno per consolidare il terreno e delimitare i confini dei pendii, per regalare al giardino colori e profumi inaspettati tutto l’anno. 

E chi la pendenza non ce l’ha...

I terrazzamenti e i dolci pendii sono talmente affascinanti che, non di rado, si incontrano anche nei giardini in pianura dove, al contrario, uno dei desideri più diffusi è quello di movimentare il piano con dei riporti di terra, per creare piccoli dislivelli, aiuole sopraelevate, percorsi, scalinate e muretti. 

In questo modo uno spazio anonimo potrà essere trasformato in un outdoor dalla forte personalità e dal design innovativo e curato in ogni minimo dettaglio. 

A questo punto tocca a voi: che abbiate un dislivello più o meno dolce intorno a casa, è finito il tempo degli alibi per non regalarsi un giardino in pendenza. Anzi, il vostro giardino, unico e su misura, bello da vedere e da vivere, in ogni occasione.